Le conoscenze sul tè in Europa

È da Venezia che ci arriva la prima testimonianza sul tè. Il magistrato veneziano Giovanni Battista Ramusio, uomo di stato, storico e linguista, tradusse in italiano vari resoconti di viaggiatori europei in Asia. La sua monumentale opera “delle nauigationi et viaggi” (1550-1559) fu fondamentale per diffondere in Europa nuove notizie sull’Oriente. Abile narratore, inserì nel testo anche alcuni racconti riportatigli direttamente da viaggiatori stranieri provenienti dall’oriente. Durante un festeggiamento sull’isola di Murano Ramusio incontrò Chaggi Memet, un mercante persiano di ritorno dalla Cina, dove aveva acquistato del rabarbaro. Fin dai tempi antichi in Occidente la radice del Rheum palmatum, il rabarbaro cinese, considerato un prezioso medicinale, era oggetto di un lucroso commercio; sorprendentemente Chaggi Memet, anziché elogiare le qualità della propria merce, racconta a Ramusio di come presso i cinesi la pianta fosse ben poco apprezzata, mentre veniva tenuta nella più alta considerazione una pianta chiamata “Chiai Catai”. Nel secondo volume dell’opera Ramusio illustra l’uso e le proprietà della pianta fino ad allora sconosciuta.

Nel 1588, nell’opera Historiarum Indicarum libri XVI del gesuita Giovanni Pietro Maffei, compare quella che è probabilmente la prima descrizione basata sull’osservazione diretta dell’uso del tè in Cina. All’inizio del Libro VI Maffei descrive infatti “un liquore molto sano, nomato Chia” e accenna alle sue proprietà curative. Nel 1615 il De Christiana expeditione, un’opera basata sui manoscritti del gesuita Matteo Ricci, descrive la pianta del tè, il suo uso e le sue proprietà medicinali, e riporta un’interessante annotazione sul diverso costo delle numerose varietà di tè, e sul differente uso delle foglie, in Cina e in Giappone, per la preparazione della bevanda. Nel 1655 compare, nel Novus Atlas Sinensis del gesuita Martino Martini, la prima descrizione della pianta scritta appositamente per “gli studiosi di botanica”. Nel 1667, infine, la prima illustrazione della pianta del tè, chiamata “Cià sive tè herba” viene pubblicata dal gesuita Athanasius Kircher nella sua opera China monumentis illustrata.

Dieci anni più tardi compare il primo studio dettagliato e scientificamente accurato sulla pianta del tè; si tratta dell’Excerpta de Frutice Tee di Wilhelm Ten Rhyne, medico della Compagnia Olandese delle Indie Orientali che risiedette in Giappone, nella base della Compagnia nel porto di Nagasaky, dal 1674 al 1676. Da quel momento diventano sempre più numerose le opere botaniche nelle quali la specie viene descritta.

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